La conformità catastale

Il D.l. n. 78/2010 ha introdotto importanti novità che impongono non solo un'attenta riflessione sia sul piano tecnico per il professionista, sia sul piano pratico per il privato.

Il comma 1-bis dell'art. 29 della legge 27 febbraio 1985, n. 52 sulla meccanizzazione delle Conservatorie dei Registri immobiliari, introdotto dal comma 14 dell'art. 19 del D.l. 31 maggio 2010, n. 78 (con la rubrica "Aggiornamento del Catasto"), convertito con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, contiene due disposizioni.

La prima (c.d. "conformità oggettiva"), relativamente agli atti pubblici e alle scritture private autenticate «tra vivi» aventi ad oggetto trasferimento, costituzione o scioglimento di comunione di diritti reali su «unità immobiliari urbane» che costituiscano «fabbricati già esistenti», prescrive che gli atti debbano contenere: i) l'identificazione catastale; ii) il riferimento alle planimetrie depositate in Catasto; iii) la dichiarazione resa dall' "intestatario" della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie - o in alternativa l'attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. In mancanza è prevista la sanzione della nullità.

Per la seconda (c.d. "conformità soggettiva") «prima della stipula dei predetti atti devono essere individuati gli intestatari catastali e deve essere verificata la loro conformità con le risultanze dei Registri immobiliari».

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